26 febbraio 2018

Business 2 punto 0

Qualche considerazione su quanto siano diventati importanti i contenuti digitali per fare business.


Partiamo dai blog.

l blog, contrazione di web log può essere considerata una tipologia di sito o una sezione di un sito (un dominio di terzo livello blog.nomesito.it oppure nomesito.it/blog ).
 
Possiamo capire l’importanza di un blog semplicemente prendendo a riferimento uno qualsiasi dei tanti blog trovabili in rete. 
Ogni blog conosciuto è ormai diventato la cassa di risonanza per diffondere idee relative ad un particolare mondo.

Ogni blog è la fonte del pensiero del blogger che lo scrive e il punto di partenza per chi vuole ulteriormente approfondirlo.
Il blog diventa per l’azienda (o per chiunque ne crei uno) il diario contenutistico on-line: la raccolta del proprio mondo.

Ecco i vantaggi dell’avere un blog:

– È la fonte di tutti i contenuti on-line. Punto di diffusione sul web e di “atterraggio” sul vostro sito. Punto di raccolta del proprio mondo, delle proprie conoscenze e competenze distintive. Tutto lì, archiviato e facilmente consultabile;
– Il blog esprime i vostri pensieri, idee e conoscenze fornendovi così credibilità autorevolezza e competenza. È questo uno dei principi cardine del “content marketing”: seminare contenuti per farsi conoscere e accrescere la propria autorevolezza e base di contatti. Buoni e utili contenuti conferiscono valore, facendo di voi una fonte autorevole e preziosa di informazioni. Parlare semplicemente di prodotto e servizio oggi ai clienti importa sempre meno. La P&G ad es che vende anche pannolini, dà consigli ai genitori e li aiuta ad orientarsi nei difficili primi anni di vita del bambino. Crea dunque contenuti che interessano ai genitori, i quali probabilmente acquisteranno i pannolini, ma sicuramente avranno una percezione di P&G positiva;
- Permette di entrare in contatto con potenziali nuovi clienti e fidelizza gli attuali. Pensiamo a un’azienda che si occupa di bellezza: potrebbe creare un blog che dia informazioni, consigli ecc, su come mantenersi in forma, consigli ecc, che permettono ai clienti (e ai potenziali clienti) di rimanere aggiornati;
– Permette di far conoscere e rimanere aggiornati con il vostro mondo: nuovi servizi, nuove competenze, novità in genere anche su prodotti e nuovi servizi utili;
– È punto di raccordo di tutto l’universo contenutistico dell’azienda : materiali esterni, la semplice partecipazione a un evento, un corso, un vostro partner o fornitore, ecc possono fornire e scrivere post per il vostro blog;
– È fonte primaria di diffusione dei contenuti nel mondo. I post (o anche articoli, senza che siano per forza paginate intere di roba) sono quello che potrà essere condiviso sui social, sulle newsletter e in tal caso punto di ritorno sul vostro blog, siti e blog affini, ecc. Se nel vostro blog invitate qualcuno a scrivere, questi potrà a sua volta condividere il contenuto scritto alla sua rete di contatti, contribuendo ad ampliare la visibilità del vostro post e, dunque, del vostro sito;
- Un blog è per il sito fonte di keywords utili per ottenere maggiore ricercabilità (del sito stesso o di un singolo argomento) sui motori di ricerca. Entriamo nel campo della SEO

Siamo convinti adesso che per un’azienda che voglia essere presente sul web, non avere un blog o un’area contenutista sia un errore?

Siamo ormai volenti o nolenti immersi nella logica dell'informazione digitale.
E qui entrano in gioco anche i social network.

Spessissimo nel nostro odierno ci troviamo davanti a imprenditori che ancora si chiedono quale sia per esempio l’utilità di avere un proprio blog o di aprire una pagina Facebook aziendale; altri invece rabbrividiscono alla sola idea di inserire la loro serissima attività all’interno di un contesto considerato frivolo come quello dei blog e dei social network. Nulla di più sbagliato.

A chi ancora non riuscisse a capire il valore dei social in una strategia di marketing digitale, eccovi dei dati ufficiali estrapolati da due ricerche di Business Insider UK e PricewaterhouseCoopers. 

Uno su tutti: il 63% dei consumatori italiani ha dichiarato che i social network hanno influenzato i loro acquisti.

Si, insomma, gli italiani cercano consigli dalla rete o danno una sbirciatina ai profili dei brand prima di aprire il portafoglio.
Ma vediamoli, questi dati, usandoli come risposte ai dubbi che ancora albergano negli animi di tanti.

COSA FANNO I POTENZIALI CLIENTI SUI SOCIAL IN RELAZIONE AI LORO ACQUISTI?
Nel loro processo decisionale, gli utenti utilizzano i social (blog compresi) per i motivi più diversi. Al di là della basilare voglia di conoscere meglio il brand e i prodotti (questione di fiducia), i principali motivi risultano essere i seguenti:
  • scoprire promozioni interessanti (50%)
  • visualizzare nuovi prodotti (33%)
  • partecipare a contest (24%)
  • ottenere suggerimenti da altri utenti o da esperti del settore (21%)
 
COME USANO I SOCIAL?
Che il mobile sia più utilizzato dei dispositivi desktop per la navigazione su web, già lo si sapeva.
Anche nel reperire info su brand e prodotti, l’uso dei social tramite smartphone è sicuramente la scelta predominante.
Vista dal lato delle aziende, questa abitudine comporta un vantaggio: gli utenti mobile hanno la tendenza condividere con più facilità (35% in più) offerte, notizie e prodotti di un’azienda, rispetto a chi usa i social da desktop.

  • il 63% dei consumatori italiani ha dichiarato che i social network hanno influenzato i loro acquisti
 
QUALI SOCIAL USANO PER DECIDERE I LORO ACQUISTI?  
Facebook vince su tutti, soprattutto per i brand che poi si appoggiano a un e-commerce ma anche per le realtà più piccole, come i negozi di città. Twitter sta perdendo potere nell’influenzare gli acquisti, mentre Pinterest è in forte crescita, sia per la propria essenza di social nato per collezionare virtualmente le cose che si desiderano, sia per le novità, come il tasto BUY IT, che trasformano il sogno in realtà. Piccola nota: Pinterest ha meno utenti, ma in proporzione è il miglior social per spingere le vendite online. Instagram invece sembra non essere particolarmente utile alle realtà più piccole e locali, mentre i grandi marchi stanno iniziando a considerarlo di più, sempre in virtù di migliorie simili a quelle di Pinterest.

NEL PROCESSO D’ACQUISTO QUALI ATTIVITA’ SOCIAL SONO PIU’ FREQUENTI?
Nella fase di preacquisto gli italiani trovano i social utili per:
  • scoprire marchi che non si conoscevano e sviluppare interesse verso di loro
  • cercare informazioni su un marchio leggendo anche le opinioni altrui
 
Nella fase dell’acquisto i social calano di importanza, perché pochi italiani acquistano direttamente da queste piattaforme. Mentre nel postvendita, nella fase più importante di una strategia di social marketing, cioè quella dell’engagement, gli italiani nella maggior parte dei casi si comportano così:
  • Iniziano a seguire alcuni dei miei marchi e rivenditori preferiti
  • mettono like e condividono informazioni sui prodotti
  • guardano video sul marchio o sui prodotti
Mentre non tendono a mettersi in contatto con altri fruitori del prodotto.

In conclusione, che vi piaccia o no, sia i blog che i social influenzano attivamente le abitudini di spesa degli italiani.
Qualcuno però, leggendo i dati qui sopra, potrebbe erroneamente credere che essere sui social significhi semplicemente postare a tutto spiano foto di prodotti e offerte.
No. La cosa non funziona così.
 
Le aziende che hanno sposato il digitale 2.0 lo sanno bene.

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