13 marzo 2018

Bullying (dal verbo to bull)

E ci risiamo! 
Purtroppo in questi periodi la cronaca è pieni di episodi di giovani e adolescenti che, vittime di atti di bullismo, pongono fine alle loro sofferenze interiori con atti estremi. 

In questi giorni, infatti, mi è capitato di leggere alcune notizie di adolescenti che esasperati dalle continue angherie dei compagni di scuola, si tolgono la vita. Incredibile.
Personalmente, mi ha colpito la storia di una ragazzina dodicenne che prima di compiere questo gesto estremo ha scritto due lettere: una indirizzata ai suoi genitori in cui chiedeva scusa per quanto si accingeva a fare, l’altra ai compagni di classe in cui diceva invece “ora sarete contenti”. Ma contenti di cosa?
Cosa simile è successa ad un ragazzino di una scuola elementare di cui ho letto qualche settimana fa. Gente, parliamo di scuola elementare!!!
Di solito nella società in cui viviamo, presi dalle frenesie della vita quotidiana,  si è soliti pensare che nelle prime classi di scuola elementare certe situazioni non possano accadere, ma non è così. 
Magari non si tratterà di vero e proprio bullismo, ma soltanto di atteggiamenti di prepotenza, tuttavia non è mai troppo presto per sensibilizzare i bambini a certi problemi.

Ho due figli che frequentano le scuole elementari e mi rendo conto dai loro racconti di come questo fenomeno sia intrinsecamente presente nella nostra società e di come sia diffuso anche in questo ambito. 
Mi raccontano spesso di cattiverie, scherzi e prepotenze verso compagni che emotivamente più deboli sono costretti a subire. 
Da un genitore in un momento di sconforto mi son sentito dire ... basta non è ammissibile, adesso cambio scuola a mia figlia
Ma è veramente utile cambiare ? Aiuterebbe veramente a risolvere un problema del genere? Beh, di sicuro momentaneamente si, ma alla lunga, dal punto di vista educativo per il bambino è la scelta migliore? Scappare? Qualche dubbio mi rimane.
Quel che mi domando io è sempre la stessa cosa : ma gli insegnanti non vedono nulla?
Una maestra elemetare tanti anni fa, arrivata in classe, scrisse alla lavagna la parola “bullismo” chiedendo a noi bambini se ne conoscevamo il significato. Dopo un iniziale silenzio, un compagno prese la parola dicendo che aveva sentito questa parola in televisione e che il bullismo “è quando dei bambini picchiano o fanno del male ad altri senza alcun motivo con lo scopo di fare del male al più debole”.
Pur cercando di far capire quanto fosse sbagliato l’atteggiamento del bullo e quanto anche fosse “pericoloso” l’atteggiamento della persona che subisce gli atti di bullismo, dalla discussione che ne nacque ci focalizzammo immediatamente tutti sulle motivazione di colui che per paura non parla e subisce. 
Già, proprio così, e pur essendo certi e consapevoli che fosse gravemente scorretto l’atteggiamento dei compagni che, da spettatori assistono e, per paura di subire gli stessi atteggiamenti o per ammirazione nei confronti del bullo, non intervengono, tutti pensammo quanto fosse debole e indifeso chi subisce. 
Quindi come reagire?
L’unico modo per sconfiggere un bullo è stare dalla parte del debole e dimostrargli che non è solo. Questa era stata la nostra semplice conclusione.


Disgraziatamente è proprio all’interno della scuola, luogo preposto alla formazione, alla trasmissione culturale e all’apprendimento cognitivo, luogo di aggregazione sociale dove i ragazzi sperimentano le prime relazioni sociali fuori dal contesto familiare, che il fenomeno del bullismo risulta molto diffuso.
Sono molti i bambini, infatti, che affermano di essere vittime di bulli e di subire prepotenze durante la loro permanenza a scuola e, purtroppo, il fenomeno è in aumento.

Ma gli insegnanti della scuola cosa potrebbero fare? Come prevenire? come affrontare queste situazioni?
Spesso proprio gli insegnanti e gli educatori hanno difficoltà a riconoscere gli atti di bullismo che accadono nelle scuole, ma non perché necessariamente se ne  fregano oppure perchè il problema non li interessa, ma perché il fenomeno avviene in modo cosi silenzioso, tacido e subdolo che risulta difficile accorgersene. 
Purtroppo, gli insegnanti sono spessissimo costretti a sentire la frase: ”Non mi ero accorto di quello che stava succedendo! Era tutto “normale!”.

La cosa che, tuttavia, mi lascia sempre sgomento è che sia i bulli che gli spettatori sottovalutino le azioni spregevoli che sono capaci di compiere.
Capita spesso che dopo azioni reiterate di bullismo, si cerchi di giustificarsi dell’accaduto dicendo che si trattava solo di uno scherzo, che non si credeva di fare del male o addirittura che era solo per passare un po’ il tempo. Era uno scherzo? È uno scherzo portare all’esasperazione una ragazza e costringerla al suicidio solo perché si vuole passare un po’ di tempo divertendosi alle sue spalle?. È uno scherzo piacevole deridere, picchiare e sentirsi forti con una persona più debole?

No, mi spiace, cari bulli, voi avete scelto il modo sbagliato di comportarsi e soprattutto sappiate che non è un gioco, né una ragazzata priva di conseguenze.
Le conseguenze ci sono eccome.

Ai miei tempi forse le cose erano un po diverse, ci si prendeva in giro tra bambini, certo, ma mai si doveva affrontare situazioni estreme. Forse le famiglie erano molto vicine a noi bambini più di quanto si  potesse pensare, mentre al giorno d'oggi, pur sembrando il contrario i genitori sono più assenti o distratti.
E voi genitori non giustificate sempre i vostri figli dicendo che si è trattato solo di bambinate prive di importanza, non minimizzate e non rendetevi complici di questo abuso, non è così che educate i vostri figli ad essere uomini di una società migliore.
In bocca al lupo per la vita! In bocca al lupo ragazzi!

channelsmondo
 

Nessun commento:

Posta un commento

R.I.P.

Abitava nel nostro stesso piccolo paese di provincia, aveva qualche anno più dei miei genitori. Era un cugino di mia madre. Io lo vedevo sem...