2 marzo 2018

Dentosofia

Fonte: lifeme
La carie, un flagello che neppure l’odontoiatria moderna è riuscita a debellare, nonostante anni di fluoroprofilassi e l’enfasi messa sulla prevenzione.
Ma dipende davvero tutto dal fluoro? o dall’alimentazione? 
Secondo la dentosofia l’idea di base è che alla nascita la bocca sia in equilibrio. In seguito,  i processi vitali come suzione, deglutizione, respirazione, fonazione e masticazione possono svilupparsi in modo non armonico e andare a rompere l’equilibrio interno alla bocca, creando alterazioni. Questo processo di cambiamento, di riabilitazione delle funzioni assume un’importanza fondamentale nei bambini in fase di crescita in quanto l’armonizzazione che ne consegue si evidenzia nella successiva crescita cranio-facciale.
La Dentosofia prende il suo nome dal latino dens, il dente e dal greco sophia, la saggezza, è una terapia che nella definizione del suo ideatore Michel Montand è “caratterizzata da un approccio umanistico all’arte dentistica, basata su tecniche funzionali conosciute, che pone in evidenza il legame tra l’equilibrio della bocca, l’equilibrio dell’essere umano e più estesamente, quello del mondo intero”.

Le situazioni emotive vengono impresse nella storia dei denti.
Osservare quindi la posizione dei denti, il tipo di arcata, la salute generale della bocca, può rilevare lo stato psico-fisico della persona. Per la dentosofia, la carie non è correlata solo all’alimentazione ed ai batteri presenti nel cavo orale, ma entrano in gioco anche profondi meccanismi psico-emozionali.
Lo sviluppo della carie dipende quindi da una “debolezza” del dente, o meglio da un preciso disequilibrio, trauma, che il dente rappresenta. Ogni dente, infatti, ha il suo significato e può esprimere il suo malessere con un mal posizionamento oppure sviluppando una carie.

La carie si manifesta anche in denti ben curati. Una massiccia neoformazione di carie in una bocca con una corretta igiene orale dovrebbe tuttavia essere esaminata con una diagnosi differenziale. Il motivo potrebbe essere un accenno di problemi gastrointestinali ed un’eccessiva acidità dei tessuti.
I ricercatori giapponesi hanno scoperto che la carie e le altre infiammazioni dentali aumentano l’insorgere di una patologia cutanea, la neurodermite (K. Igawa, K. Nishioka und H. Yokozeki, 2007).
Ogni alterazione che avviene nella bocca è quindi l’espressione di un preciso stato pisicofisco, dal momento che bocca e denti rappresentano in deontosofia archetipi e stati psicologici.
Apri link per ingrandire → tabella dente_organo La carie è una cavità più o meno estesa della corona causata da batteri. All’inizio non è accompagnata da dolore, i sintomi spuntano solo in una fase successiva, quando la carie raggiunge la dentina (area che si trova sotto lo smalto). Il dolore si intensifica quando l’infezione raggiunge la polpa.
Uno degli strumenti principalmente utilizzati in dentosofia è l’attivatore, che nel caso specifico, riduce drasticamente l’insorgere di carie perchè va ad agire sia sui fattori locali che la causano, grazie all’azione di detersione e all’aumento di salivazione, sia su quelli generali, ovvero miglioramento sul piano emozionale e psicofisico.
In odontoiatria classica si usano strumenti meccanici per rimuovere il tessuto cariato e si procede poi con otturazione della cavità residua.
In dentosofia il procedimento è simile ma i metodi sono meno invasivi rispetto all’odontoiatria classica: il laser prende il posto del trapano e tutti i materiali usati sono possibilmente biocompatibili, questo sempre perché in dentosofia c’è un nesso imprescindibile tra denti, corpo umano, pianeta.
La dentosofia risponde appoggiandosi alle forze neurovegetative per completare e correggere in modo fisiologico lo sviluppo della bocca. Non desidera porsi in contrapposizione ad altri metodi, anzi cerca un dialogo costruttivo, basandosi sul concetto olistico dell’uomo.

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