9 marzo 2018

Ideologia Gender

Partiamo dal considerare l'insegnamento scolastico finalizzato a fornire delle linee guida ai nostri figli riguardo ai temi di utilità sociale come l’uguaglianza, le pari opportunità, la cittadinanza delle persone, le differenze tra le stesse, i ruoli non stereotipati, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali  e il diritto all’integrità personale.
E fin qui tutti d'accordo!
Se però dietro l’intento manifesto di combattere violenze e discriminazioni, tanto condivisibile quanto lodevole, si celassero fini nascosti, probabilmente il consenso a tali insegnamenti verrebbe forse meno.
Negli ultimi anni, anche se molti preferiscono negarlo, l’ideologia Gender si sta subdolamente insinuando all’interno di svariati ambienti e progetti. Questo succede anche nell'educazione scolastica.


In molti casi documentati si sono investiti fondi con lo scopo di finanziare progetti che hanno come celato intento quello di insegnare implicitamente agli studenti a negare la naturale differenza sessuale, equiparando qualsiasi unione a quella tra uomo e donna, che è l’unica a poter fare una famiglia (ops ... nello scrivere questo già si capisce come la penso a riguardo).

Basterebbe leggere qui per vedere come si insinua l'ideologia gender nella cosiddetta legge della Buona Scuola!

Fortunatamente, fin da subito, molti hanno aperto gli occhi di fronte ai seri rischi di una simile istruzione impartita alle nuove generazioni.
Gender è la parola inglese per genere inteso come genere sessuale. Da circa trent’anni la parola è associata ai Gender Studies ovvero quelli che in italiano vengono chiamati studi di genere. Questi studi mirano a individuare e a spiegare i motivi per cui ad un dato genere maschile o femminile vengano attribuiti dei ruoli specifici non strettamente legati alle caratteristiche sessuali. 
Questi studi non hanno prodotto una teoria unificata ma assomigliano più ad una costellazione di singole ricerche e modelli scientifici.
Tutto questo è pericoloso per i nostri figli? Assolutamente no!

Risulta vero che il famigerato articolo contenuto nel maxi-emendamento sul DDL scuola discusso tempo fa alla Camera non parlava affatto di insegnamento del gender ma si riferiva all'educazione della parità di genere. 
Consideriamo che sono anni che si organizzano incontri nelle scuole per offrire spunti di riflessione agli studenti e alle studentesse contro i pregiudizi sessisti, il bullismo e gli stereotipi di genere e ben venga che nelle scuole finalmente siano svolti programmi per educare le nuove generazioni a vivere in un mondo complesso che dovrà far convivere pacificamente culture differenti nel rispetto del prossimo. 
Ovviamente capiamo tutti che si tratterebbe solamente di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi mi sembra scontato che non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna.
Ma ... il dubbio resta pensando se nelle scuole di ogni ordine e grado ci siano docenti in grado di adottare misure educative capaci di insegnare a eliminare questi stereotipi, questi  pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso

Queste tematiche e questi insegnamenti non potrebbero come sempre è stato essere a carico della famiglia? Risulta così sbagliato delegare alla famiglia la possibilità di insegnare ai nostri figli che tutti abbiamo gli stessi diritti, che la violenza sulle donne è un crimine e che ognuno ha diritto ad essere sé stesso? Non mi pare! Certo la scuola e l'istruzione devono essere di supporto a tale insegnamenti, ma non avete la sensazione che ci sia quasi una volontà di sostituire e prevalicare qualcuno?

Non per essere retrogrado, ma la mia idea di fondo, al di là di ideologie cattolico religiose, sarebbe proprio quella di continuare a marcare le differenze di genere tra maschi e femmine, così come concepite dalla nostra cara e vecchia società patriarcale. 

Sottolineo una considerazione che ritengo fondamentale all'analisi della questione, considerazione che ritengo altrettanto preoccupante. 
Al giorno d'oggi chi rivendica le leggi della natura e della biologia dimentica spesso che nessuno nasce razzista, sessista o omofobo ma lo diventa. 
Il sessismo, l’omofobia, il razzismo impongono il loro credo con l’esclusione, lo stigma a chi non ne rispetta i codici e si afferma con la violenza.

E tutto questo non fa altrettanto paura?

channelsmondo

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