20 aprile 2018

R.I.P.

Abitava nel nostro stesso piccolo paese di provincia, aveva qualche anno più dei miei genitori. Era un cugino di mia madre. Io lo vedevo sempre la domenica mattina che rientrava a casa dopo la S.Messa sottobraccio all'inseparabile moglie. Era cordiale con tutti e parlava con un accento molto brianzolo. Parlava il dialetto con tutti tranne che con me e mia sorella. La cosa mi sembrava strana, io il dialetto locale lo capivo bene, ma ai miei occhi di bambino questa particolarità dava a questa persona una alone di vaga cultura. Non ho mai saputo in verità se avesse mai conseguito un qualsiasi titolo di studio, ma questo a me poco importava. 
Era un disegnatore tecnico meccanico credo; aveva lavorato nella stessa società in cui ha lavorato per anni mio padre, anzi ricordo un aneddoto a riguardo che mi è rimasto impresso per anni. Mio padre venne convinto proprio da lui ad accettare una proposta di lavoro come magazziniere. Ricordo le sue parole: sono delle brave persone, non hanno mai lasciato a casa nessuno, vedrai che ti troverai bene ... 
Qualche anno dopo mi capitava di incrociarlo a casa sua il sabato pomeriggio, quando il figlio, laureando in ingegneria, mi aiutava a capire alcuni concetti di matematica e fisica. Lo ricordo curiosamente che camminava per casa o sedeva su una poltrona con camicia azzurra, maglioncino senza maniche grigio scollo a V e ciabatte.
Ieri ho purtroppo saputo che è mancato qualche settimana fa e sinceramente mi dispiace molto che questo pezzo della mia infanzia non sia più li. Mi dispiace per la moglie, per i figli e per tutte le persone che l'hanno conosciuto. 
Spero che la terra messa sopra di lui non sia per lui cosi pesante. 
R.I.P. caro Carletto !

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